VALLECROSIA PUNK – CAP. 1-L’INCOMINCIO (I)

“Cazzo che freddo!”

Notte di Capodanno*, domani sarà l’84, anzi è già l’84. Giriamo come due imbecilli su ‘sta Vespa 125 blu dal suono che è un incrocio tra un vecchio con l’enfisema e un barattolo di fagioli vuoto trascinato sull’asfalto, Giannipipol non è mai stato famoso come esperto di motociclette nè tampoco come centauro spericolato, velocità di crociera 25/30 km/h.

Siamo alla ricerca di una festa nella quale imbucarci, ci siamo sfondati di New Year’s Day a tutto volume, 5-6-7 volte, finchè è arrivata l’agognata mezzanotte. Nel frattempo ho pensato bene di calarmi una bottiglia sana di Gordon’s Gin, a stomaco pressoché vuoto e la cosa avrà delle conseguenze: nel breve termine vomiterò anche l’anima e nel lungo non potrò mai più sentire neanche l’odore del Gin.

Insomma siamo sulla strada per Perinaldo, sui 3 gradi sopra lo 0 e siamo anche sicuri che da qualche parte, in quelle catapecchie ci sarà una magnifica festa, piena di gente simpatica e di ragazze bellissime che stanno aspettando solo noi per cominciare a divertirsi. YEAHH!!

Naturalmente non solo non è vero, ma la triste verità è che nessuno ci ha invitati a nessuna festa, nessuno “ci si incula” come usa dire ma essere completamente ubriachi ti fa sentire una rockstar anche se sei su una Vespa 125 a 3 gradi Celsius sulla strada di Perinaldo mentre tutti quelli normali stanno al caldo a mangiare cotechino, raccontarsi simpatiche barzellette e, molti, a limonare già pregustando la strofinata finale perché che cazzo: “chi non scopa a Capodanno …”

Ok, ma com’è che siamo arrivati a questo punto?

E soprattutto: “DOVE MINKIA E’ ZIMMOUEO?

Andiamo per ordine, per quanto possibile e ritorniamo indietro di 3-4 anni dall’incomincio … per così dire.

*questo Capodanno ha avuto un finale che collocherei a metà strada fra Borges e Fantozzi, magari un giorno lo racconterò.

News Reporter
È da quando ho memoria che la musica fa parte di me, forse perchè nato nel bel mezzo di una decade particolarmente significativa da questo punto di vista. L’amore per la lettura e per la scrittura sono arrivati poco dopo e tutte queste passioni, quasi ossessive, non hanno fatto altro che crescere nel tempo. Ho deciso di condividere qualche pensiero, forse anche per assecondare quel po’ di Narciso che alberga dentro ognuno di noi; che poi quello che scriverò sia o meno interessante non sta a me deciderlo. Certo è che per me si tratta di una forma di auto-coscienza, finalmente potrò fissare immagini e sensazioni che l’arte (fruita o generata, non importa) suscita in me.

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