VALLECROSIA PUNK – CAP. 1-L’INCOMINCIO (II)

Naturalmente cominciò tutto dalla musica, verso i 12 anni, complice un magnifico impianto stereofonico Philips, compatto ovviamente, quelli tuttoinuno (giradischi, mangiacassette e radio) iniziammo ad ascoltare il ROCK, così per darci un tono, per sentirci diversi dalla massa, da quelli che ascoltavano la DISCO-MUSIC (ho scoperto solo tanti anni dopo che la DiscoMusic esisteva solo in Italia ma questo non c’entra).

Insomma con quelle quattro lire che ci passavano i nostri vecchi ogni tanto riuscivamo a comprare un 45 o addirittura un 33 giri, la scelta era ovviamente oculata, c’era tutto il tempo di pensare a quello che ci intrigava di più, anche perché era chiarissimo che a Vallecrosia quel disco non l’avresti mai trovato e al tempo necessario a raccogliere i soldini dovevi aggiungere quello necessario perché il negozio cittadino lo ordinasse per te e quello necessario alla spedizione, ritiro etc. etc.

Insomma, un coitus interruptus che durava settimane se non mesi. Finalmente però un giorno potevi mettere il disco sul piatto e goderti la tua musica, sapendo che avresti potuto riascoltarlo e riascoltarlo quante volte volevi.

All’inizio furono quindi Deep Purple e Led Zeppelin, Hendrix e Bowie ma anche i Beatles tutto purché non fosse l’odiata Disco Music.

Ma soprattutto diventammo dei filosofi del Rock’n’Roll, quasi dei devoti, anzi no, proprio dei devoti del R’n’R.

Le discussioni su questa o quell’altra band potevano durare pomeriggi interi, a casa di uno o dell’altro, tanto sempre tre eravamo: io Giannipipol e Zimmoueo.

Vallecrosia ha fondamentalmente 7 strade, nessuna piazza e nessun posto dove sedersi tranquilli a “sparar due cazzate” senza che ti capiti tra le gambe un padre, una madre, uno zio, un cugino di qualcuno. Quindi l’unico posto un po’ defilato erano proprio le tre case dei nostri eroi.

Miscuglio micidiale: musica Rock per ore e ore, tre adolescenti capaci di fomentarsi uno con l’altro, naturalmente pressoché nessuna ragazza interessata agli argomenti trattati.

Risultato: tre (auto)emarginati.

Tutti i vallecrosini nati intorno alla meta degli anni 60 sbocciarono come fiorellini di campo in quel periodo, alle ragazze vennero fuori delle belle tettine e dei culetti proprio carini, i ragazzi altrettanto bellissimi, pettinatissimi e tutti, proprio tutti, vestiti allo stesso modo con i loro motorini elaborati (ah la marmitta Pinasco).

Insomma già all’epoca noi si era diversi, ci stavamo allontanando dalla media del ragazzino vallecrosino di successo … e fu l’inizio di tutto!

News Reporter
È da quando ho memoria che la musica fa parte di me, forse perchè nato nel bel mezzo di una decade particolarmente significativa da questo punto di vista. L’amore per la lettura e per la scrittura sono arrivati poco dopo e tutte queste passioni, quasi ossessive, non hanno fatto altro che crescere nel tempo. Ho deciso di condividere qualche pensiero, forse anche per assecondare quel po’ di Narciso che alberga dentro ognuno di noi; che poi quello che scriverò sia o meno interessante non sta a me deciderlo. Certo è che per me si tratta di una forma di auto-coscienza, finalmente potrò fissare immagini e sensazioni che l’arte (fruita o generata, non importa) suscita in me.

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